Conosciamo da vicino l’ipertensione arteriosa

Conosciamo da vicino l

L'ipertensione arteriosa viene riscontrata nel momento in cui i valori pressori risultano più elevati rispetto a quelli standard, cioè 130/85 mmHG. Si parla, in questo caso, di pressione arteriosa alta. Ovviamente, per avere la certezza di fare riferimento a una misurazione affidabile, è necessario sottoporre il paziente a multiple valutazioni, da eseguire in condizioni fisiologiche identica come ci spiega la farmacia di turno di Udine, Pelizzo. Quasi sempre si ha a che fare con una ipertensione arteriosa primaria, o essenziale, per la quale si ipotizza la predisposizione di fattori genetici, anche se le cause che la generano non sono ancora note con precisione.

Più raramente, invece, il problema subentra a disturbi del metabolismo e malattie d'organo già presenti, come per esempio la sindrome metabolica, il diabete o le patologie del cuore. L'ipertensione arteriosa non solo non deve essere sottovalutata, ma anzi va considerata con la massima attenzione: non a caso viene definita con l'attributo di killer silenzioso, dovuto al fatto che essa è del tutto asintomatica e, quindi, non innesca segni rivelatori. In effetti nella maggior parte dei casi il disturbo può essere diagnosticato solo in occasione di un controllo ad hoc.

Per quel che riguarda la cura e il trattamento del problema, il punto di partenza è rappresentato da un approccio non farmacologico. In altri termini, il percorso terapeutico deve prevedere lo svolgimento di un'attività fisica regolare, la riduzione del consumo di bevande alcoliche e l'applicazione di un regime alimentare appropriato. Occorre, dunque, mantenere il proprio peso sotto controllo, e al tempo stesso cercare di diminuire le situazioni di stress con cui si può avere a che fare. Anche nel caso in cui si dovesse rivelare indispensabile la terapia farmacologica, l'approccio non farmacologico deve comunque essere mantenuto.

Molto importante, inoltre, è la prevenzione, che può essere ottenuta grazie ai benefici garantiti dall'attività fisica, che ha effetti positivi non solo sull'apparato cardiaco, ma anche – più in generale – sull'attività metabolica. Ciò si deve a un aumento del riflesso barocettore in contemporanea con la diminuzione del tono nervoso ortosimpatico: si tratta del meccanismo di regolazione della pressione arteriosa che chiama in causa i recettori di volume che si trovano nei vasi polmonari e nelle vene, oltre ai barocettori arteriosi sinoaortici che si trovano a livello delle carotidi e dell'aorta.

Tra gli altri meccanismi coinvolti, si riscontrano un aumento della dilatazione dei vasi capillari a causa della maggiore quantità di ossido nitrico che viene rilasciato, una dilatazione delle cavità ventricolari del cuore e un calo della rigidità arteriosa dovuto a un miglioramento della funzionalità endoteliale.