Gravidanza, attenzione alle pulizie di casa fai da te

Uno studio recente ha messo in luce come alcuni prodotti per la pulizia della casa contengano delle sostanze chimiche pericolose per la salute del feto. Cosa vuol dire questo? Che una donna incinta farebbe meglio a non maneggiare prodotti per la casa che contengano sostanze chimiche potenzialmente dannose per i polmoni del loro piccolo. La soluzione, allora, potrebbe essere affidarsi durante i nove mesi di attesa a un’impresa di pulizie specializzata nel settore, per informazioni clicca qui.

Cosa dice la ricerca sulla gravidanza

La ricerca condotta dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal) e dall’Istituto francese per la salute e la ricerca biomedica è stata pubblicato su The Lancet Planetary Health e dimostra l’esistenza di un legame causale tra l’esposizione del feto a sostanze chimiche come i parabeni, i ftalati e le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) e la ridotta capacità polmonare nei bimbi.

PFAS e ftalati, dove si trovano le sostanze chimiche

I PFAS e gli Ftalati vengono usati, fin dagli anni Cinquanta, nella filiera della lavorazione della pelle, nel trattamento di tappeti, per produrre imballaggi di carta alimentare e per il rivestimento di pentole antiaderenti. I PFAS più diffusi sono il PFOA e il PFOS, usato per esempio nella schiuma antincendio. Gli ftalati sono invece sostanze chimiche presenti nella plastica, come nelle bottiglie, nelle confezioni alimentari e nei prodotti per la nostra igiene personale.

I pericoli dell’esposizione

Dunque, tutte queste sostanze possono essere assorbite da una donna in gravidanza, anche solo mangiando o bevendo, ed essere così trasferite al feto, attraverso la placenta. Secondo la ricerca, inoltre, le sostanze più pericolose proprio per la funzione polmonare dei bambini fino a 6 anni ci sono il DINP (vale a dire il diisononil ftalato) e il DEHP (ovvero il di-2-etilesilftalato), entrambe le sostanze vengono utilizzate in moltissimi prodotti in plastica e potrebbero quindi essere assorbiti attraverso la pelle. Ma come prevenire questi pericoli? Di certo la riduzione dell’esposizione al rischio di contaminazione è la migliore forma di prevenzione in assoluto. Dunque, bisogna provare a ridurre l’eventualità di essere esposte alle sostanze chimiche più pericolose, almeno durante i 9 mesi di gravidanza. Un’altra forma di prevenzione potrebbe essere una normativa più stringente e severa a livello europeo e nazionale e una etichettatura più trasparente dei prodotti, in cui siano evidenti i rischi a cui ci si espone. L’obiettivo non è soltanto proteggere il feto e il bambino, ovviamente, ma in generale migliorare la salute di ciascuno di noi a lungo termine.